Nel mio ultimo post ho parlato dei progressi delle tecnologie mediche nel corso dell’ultimo secolo, che hanno contribuito a migliorare la nostra qualità di vita, ad aumentare la nostra aspettativa di vita e a prevenire malattie che in passato erano debilitanti. Esistono tre principali segmenti di applicazione per i dispositivi medici (indossabili, impiantabili e industriali) e tutti questi dispositivi operano in sinergia in ambito medico per diagnosticare, trattare e persino curare le malattie. Sebbene la maggior parte di noi sia in grado di riconoscere rapidamente un dispositivo medico, non molti andrebbero oltre il rigido involucro esterno per comprendere cosa ci sia all’interno che ne garantisca il funzionamento. Per rinfrescarvi la memoria, una volta rimosso l’involucro esterno, viene messo a nudo il “cervello” del dispositivo, che generalmente contiene una batteria, un circuito stampato e della lega di saldatura. Ma quale tipo di lega di saldatura viene utilizzata all’interno dei dispositivi medici? Beh, dipende! Parliamo di due tipi di dispositivi medici indossabili: gli apparecchi acustici e i dispositivi per il monitoraggio continuo del glucosio, poiché la lega di saldatura utilizzata in ciascuno di essi è generalmente la stessa.
Gli apparecchi acustici furono prodotti commercialmente per la prima volta nel 1913, sebbene fossero ingombranti e poco pratici da trasportare. Come per l’elettronica in generale, nel corso degli anni sono diventati più piccoli, più resistenti e più durevoli. Inoltre, oggi sono disponibili molti tipi di apparecchi acustici, tra cui quelli endoauricolari, retroauricolari, intracanalari, ecc. Gli apparecchi acustici funzionano trasformando il parlato in un segnale elettrico o digitale e amplificandolo poi tramite un microprocessore; da lì, il segnale viene riconvertito in un suono più forte attraverso un altoparlante, che chi li indossa può percepire. Sebbene gli apparecchi acustici abbiano fatto passi da gigante dai loro esordi, il principio alla base del loro funzionamento e dell’amplificazione del suono è rimasto lo stesso.
Per poco più di 100 anni, l’unico modo in cui i diabetici potevano monitorare i propri livelli di glucosio era pungersi il dito per prelevare un campione di sangue, che veniva poi analizzato da un glucometro. Oggi, tuttavia, molti diabetici scelgono di indossare dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM), che si sono rivelati una vera rivoluzione nel fornire informazioni utili e nell’aiutare a monitorare e gestire il diabete. Un CGM funziona inserendo sotto la pelle un minuscolo sensore che misura il glucosio presente nel liquido intercellulare. Il sensore rileva il glucosio ogni pochi minuti e trasmette le informazioni a un ricevitore tramite onde radio simili al Bluetooth. A differenza del metodo “tradizionale” della puntura sul dito, che fornisce una singola lettura del glucosio, i CGM forniscono informazioni continue e dinamiche sui livelli di glucosio: fino a 288 letture in un solo giorno!
Il materiale di saldatura utilizzato in entrambi questi dispositivi è solitamente lo stesso. Sia gli apparecchi acustici che i CGM utilizzano generalmente, durante l’assemblaggio, pasta saldante SAC305 in polvere fine, o equivalente. Ciò soddisfa non solo le esigenze del processo di produzione del dispositivo, ma anche i requisiti di numerose agenzie ambientali e sanitarie in tutto il mondo, essendo privo di piombo. Inoltre, sebbene in alcuni casi sia possibile utilizzare un flussante lavabile con acqua, l’eccellente affidabilità elettrica di Indium8.9HF, un flussante no-clean, garantisce le prestazioni elevate e costanti richieste dalle applicazioni mediche.
Nel mio prossimo post parlerò dei dispositivi medici impiantabili!


